Stress e quarantena

 

Durante il periodo di quarantena non è difficile ritrovarsi a fronteggiare stati ansiosi o depressivi più o meno intensi. La situazione, da molti ormai definita “una guerra” pone le persone di qualsiasi età ad affrontare momenti emotivamente dolorosi, complessi nella loro elaborazione, addirittura scioccanti da quanto vengano percepiti come irreali perché inattesi nei loro bruschi accadimenti. Paradossalmente ci si può sentire meno soli nel dolore, poiché ne siamo tutti coinvolti, viviamo la stessa guerra, le stesse disavventure, lutti e commozioni, ma ognuno deve poi elaborare “il proprio”, confrontandosi con se stessi, con la propria storia, con il proprio presente e con le prospettive per il futuro incerto per il quando e per il suo contenuto.

 

Con queste premesse non è difficile pensare quanto la situazione difficile che si stia vivendo possa influenzare l’ umore e la psiche. Una generazione come questa, abituata a dover controllare quasi tutto per non incorrere a sanzioni o alla perdita di “pezzi” come in gergo si dice, si trova ad avere a che fare con l’imprevedibilità di ogni giorno che passa lento o veloce, avendo l’intenso conforto che qualcuno si stia occupando delle persone che soffrono, medici, infermieri, forze dell’ordine, psicologi, educatori e tutte le altre figure socio sanitarie coinvolte in prima linea.  Il pensiero che ogni giorno occupa la mente delle persone è quando tutto finirà e questo comporta il fatto di comprendere emotivamente quando tutto sia iniziato.

L’emozione complessa che ci si trova ad affrontare è sicuramente l’ansia nelle sue varie sfaccettature. Ansia e stress sono due facce della stessa medaglia.

Negli ultimi mesi sono cambiate le motivazioni alla base della percezione del distress psicologico. Se prima la sensazione era quella di essere soffocati dai troppi impegni e dal tempo che scorreva senza pietà dinanzi a noi apparendo sfuggente, oggi invece i problemi principali sono come ridefinire le proprie giornate, organizzare quelle dei bambini o giovani, quando andare a fare la spesa, come arrivare alla fine del mese ... pertanto le certezze del nostro stress prima, oggi sembrano un ricordo a cui alcuni pensano con un po’ di nostalgia. Lo stress è la risposta del nostro organismo di fronte a delle nuove richieste dell’ambiente, quando le richieste sono troppe si arriva a percepire distress (stress cattivo).

 

L’ansia è una delle modalità attraverso la quale il distress si esprime. Durante il periodo di quarantena i segni e sintomi dell’ansia, anche da parte di chi non l’aveva mai percepita prima si concretizzano attraverso: l’insonnia, stato d’irrequietezza eccessivo, tensioni muscolari, somatizzazioni organiche (cefalea muscolo tensiva, mal di stomaco, coliti..), attacchi di panico e ansia generalizzata. Non secondario è il cambiamento che avviene nel rapporto con il cibo. Pertanto risulta fondamentale riuscire ad acquisire le tecniche cognitive, emotive e comportamentali per affrontare l’ansia e le sue manifestazioni oggi più che mai.

 

dott.ssa Elena Miboli

(psicologa e psicoterapeuta)

 

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