L'importanza di esserci

Quando è iniziata l’emergenza il mio primo pensiero è stato come avrei fatto a portare avanti il lavoro con i bimbi e ragazzi, un lavoro basato sul contatto diretto. 

Per quanto riguarda il percorso di potenziamento e lavoro con DSA la mia principale preoccupazione era quella di mettere a punto tutti gli strumenti e le modalità che potessero procedere in parallelo con la didattica a distanza promossa dalla scuola assicurando efficienza e risultati. 

Poi mi sono fermata e mi sono resa conto che ciò che contava di più per loro in questo momento era il mio esserci, esserci come punto di riferimento, come promessa che anche se le circostanze non sono favorevoli io sono lì con loro e per loro, tengo l’altro capo del filo. 

Ho sempre creduto che nel mio lavoro l’aspetto relazionale fosse alla base dell’efficacia, dedico sempre molto tempo ed attenzione a creare alleanza e un buon rapporto, cerco di dimostrare sempre di essere dalla loro parte, di capirli e di rispettare le loro emozioni e i loro pensieri. E anche questa volta ho voluto farlo, ho voluto esserci.

Ascoltarli, supportarli, motivarli.

Questa quarantena sta mettendo a dura prova noi adulti ed inevitabilmente ha effetti anche sulle vite dei più piccoli costringendoli a cambiare abitudini, routine e a rinunciare allo sfogo fisico di cui hanno molto bisogno. Per questo è utile dare a loro un modo per poter “buttare fuori” tutte le energie in un modo alternativo, così come dare spazio all’ascolto di ciò che stanno vivendo e a come lo stanno vivendo. Sentendosi liberi di parlarne senza giudizio.

L’altra faccia della medaglia è ciò che hanno fatto e stanno facendo loro per me. 

Grazie a loro le mie giornate trascorrono quasi senza accorgermene. 

Alzarmi la mattina sapendo che la loro positività mi coglierà che mi saluteranno con un sorriso e con un “io sto bene e tu?” mi dà forza, la loro presenza mi da energia e mi sprona a fare sempre del mio meglio perché solo così andrà davvero tutto bene.

 

dot.ssa Silvia Carini

Psicologa

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