Cosa imparare da una quarantena in "solitudine"

Scatta la quarantena e io mi trovo a dover decidere dove trascorrerla: nel mio appartamento (bilocale senza giardino) o a casa dei miei genitori (casa in compagna confortevole con giardino).

Scelgo la prima opzione.

Già lo so, mi vedete spacciata a disperarmi dentro 4 mura. All’inizio mi sono davvero chiesta come sarebbe stata questa avventura…

Sì perché ho deciso di viverla con curiosità.

Passare 24 ore su 24 con altre persone non è facile, ma vi assicuro che neanche passarle sempre tra te e te lo è.

Eppure…

Ho deciso di condividere con voi alcune riflessioni nate in queste giornate:

-       Non importa la distanza fisica, le persone che ti amano continuano a farlo 

Gli affetti più cari continuano ad esserti vicino attraverso una telefonata, un messaggio, una videochiamata, anche solo un pensiero! Chi può ti aiuta nel quotidiano, facendo ad esempio i turni per la spesa; altri possono anche solo scrivere un “come stai?” che ti fa svoltare una giornata.

-       L’importanza di coltivare le relazioni

Oltre a ricevere messaggi e chiamate, ho riscoperto il piacere di essere io la prima a scrivere e a interessarmi all’altro. Durante la giornata ho sempre cercato di ritagliarmi un momento (anche due) per essere vicina agli altri, senza la solita paura di disturbare che spesso abbiamo. Se mi fa piacere ricevere un messaggio, perché non dovrebbe valere anche il contrario?

-       Riscoprire le passioni

Nella vita di tutti i giorni quante volte mi è capitato di dire “quanto mi piacerebbe fare questa cosa se solo avessi tempo!”?! Bene.. ciò che mi ha regalato questa quarantena è stato il tempo. È vero, non posso uscire e stare con gli amici, ma in casa posso fare moltissime cose che mi appassionano. Ho iniziato a seguire dei corsi di yoga, studiato, preparato materiale per i miei pazienti (piccoli e grandi) ecc. ecc. Tutto ciò mi ha fatto sentire più capace e padrona di me!

-       I momenti di difficoltà ci sono, ma…

Fino a qui sembra tutto rosa e fiori, ma lo sappiamo bene che non è così. La preoccupazione per la salute (propria e delle persone con cui condivido la mia vita) è presente. Le preoccupazioni per il lavoro, per il futuro..ci sono eccome! Possiamo aver sperimentato lutti, delusioni da parte di persone di cui ci fidavamo; e non abbiamo nell’immediato qualcuno con cui parlarne!

-       .. mi stanno dicendo che sto “combattendo” per delle cose per me importanti!

Se provo ansia quando ripenso al fatto che non so quando potrò riprendere a lavorare “normalmente”, se provo tristezza quando penso che è da più di 1 mese che non riabbraccio i miei genitori o i miei amici, ciò significa che per me quelle cose sono IMPORTANTI. Una volta che capisco questa cosa, posso anche decidere di prendermene cura attraverso piccoli gesti.

 

Insomma, in questa quarantena in solitudine non mi sono mai sentita davvero da sola sia perché tante persone si sono adoperate perché ciò non accadesse, sia perché ho cercato di rendere una risorsa quei momenti tra me e me.

 

Prendersi cura di sé significa prendersi cura anche degli altri.

 

dott.ssa Marica Corvetti

Psicologa

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