Perfetto? no, Consapevole!

La perfezione non esiste. Un concetto semplice, diffuso…ma altrettanto difficile da accettare!

Siamo sempre alla ricerca di risposte…e ci soffermiamo poco sul perché ci stiamo facendo quelle domande!

La perfezione non può esistere….ma la consapevolezza si!

Ed è proprio questo il senso della psicoterapia: non eliminare ma accettare il proprio essere, cercando di accogliere le proprie fragilità e di renderle un valore aggiunto alla bellezza del nostro essere!


Mindfulness: una strada per la consapevolezza! Jon Kabat Zinn definisce la mindfulness come la capacità di prestare attenzione, in modo intenzionale, presente e non giudicante…significa ascoltare ed ascoltarsi senza farsi fagocitare dagli automatismi della quotidianità!

Sembra impossibile ma, con un po' di esercizio all is possible!!!!

 

Il fulcro dell'insegnamento della mindfulness è l'attenzione al momento presente, ma si tratta un'attenzione speciale, che viene classicamente definita come attenzione non giudicante.

Noi siamo abituati ad applicare giudizi ed etichette ad ogni cosa: questo è bello, questo è brutto, questo è giusto, questo è sbagliato, questo è buono questo è cattivo, questo si può fare, questo no.

L'attenzione non giudicante è, appunto, un'attenzione in cui si rinuncia deliberatamente ad applicare etichette e giudizi all'oggetto della nostra attenzione. Con la mindfulness ci si “allena” ad applicare un'attenzione pura, diretta, senza filtri, a ciò che è, nel momento in cui è, esattamente come viene percepito.

Ma perché è così importante l'attenzione non giudicante al momento presente? E perché questo tipo di allenamento ha degli effetti così benefici sulla salute?

Per tre fondamentali ragioni:

Innanzitutto sappiamo che molto spesso rimaniamo ingolfati e bloccati dal passato, oppure travolti e spaventati da anticipazioni catastrofiche del futuro. Saper tornare al momento presente è dunque un modo molto semplice, diretto ed efficace per uscire dal coinvolgimento del passato e del futuro.

In secondo luogo, la pratica costante della mindfulness insegna a riconoscere la propria esperienza mentale in quanto tale, i pensieri, in quanto pensieri, le emozioni in quanto emozioni, le sensazioni fisiche in quanto sensazioni fisiche. Questo aspetto è particolarmente importante per la cura della depressione, dell’ansia e di altre manifestazioni psicopatologiche. Chi soffre di un problema psicologico, immancabilmente, tende a confondere la propria esperienza interiore con la propria realtà. Ad esempio, se ho il pensiero di essere incapace, posso convincermi che “sono incapace”. Se penso di essere cattivo, posso convincermi di essere cattivo. Come si vede, in questi esempi scambio un mio pensiero con me stesso. In realtà i pensieri sono dei pensieri e la mia realtà è molto più grande dei miei pensieri.

In terzo luogo, essere ancorati al momento presente ci consente di aprirci alla nostra esperienza, e dunque anche all'esperienza del funzionamento della nostra mente, e del suo modo di interpretare, predire, concettualizzare, giudicare, del suo modo di legarsi alle cose o di cercare di fuggire, e quindi persino, del suo modo di creare sofferenza, con curiosità e consapevolezza. Ciò implica una conoscenza più estesa profonda di parti di noi stessi.

La pratica costante della mindfulness consente dunque di conoscere con precisione l'origine mentale della nostra sofferenza, di riconoscere l'attività mentale in quanto tale, apprendere a non dare tanto credito alle sue conclusioni, e di incrementare la libertà di azione e di scelta. 


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